Il figo antidebito del Wisconsin tassa, fa fuori il debito e vince

Le percentuali del voto in Wisconsin dicono che il governatore Scott Walker non è sopravvissuto a una “recall election” – un ritorno alle urne su richiesta popolare di cui si ha traccia dalla democrazia ateniese – ma si è affermato una seconda volta. Con il 53 per cento delle preferenze ha spezzato le speranze dello sfidante democratico, Tom Barrett, fermo al 46, e s’è aggiudicato una vittoria locale che riecheggia sulla scena nazionale.
20 AGO 20
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New York.Le percentuali del voto in Wisconsin dicono che il governatore Scott Walker non è sopravvissuto a una “recall election” – un ritorno alle urne su richiesta popolare di cui si ha traccia dalla democrazia ateniese – ma si è affermato una seconda volta. Con il 53 per cento delle preferenze ha spezzato le speranze dello sfidante democratico, Tom Barrett, fermo al 46, e s’è aggiudicato una vittoria locale che riecheggia sulla scena nazionale. Walker è stato trascinato nuovamente alle urne da una campagna barricadiera guidata dai sindacati, imbestialiti per le misure decise con cui il governatore ha riformato i contratti dei dipendenti pubblici. Il suo piano, soprannominato “5 and 12”, prevede che i dipendenti della Pubblica amministrazione contribuiscano con una quota del 5 per cento al loro piano pensionistico e si facciano carico del 12 per cento del costo della copertura sanitaria. Un affronto per la cultura sindacale più radicale; una riforma perfino prudente se paragonata alle condizioni dei dipendenti del settore privato (che versano più del 5 per cento per la pensione e il 21 per cento per la copertura assicurativa). Il voto del Wisconsin è la rappresentazione del fallimento del modello sociale progressista, ed è una sonora promozione per un governatore che ha aumentato le tasse, in contravvenzione con l’ortodossia conservatrice, ma in cambio ha trasformato un debito da 3,6 miliardi di dollari in un surplus da 150 milioni.
L’onda emotiva che ha spinto la campagna per la “recall election”, con le sue liturgie dell’indignazione, non ha generato la relativa onda elettorale che i leader della sinistra liberal avevano sognato quando, oltre un anno fa, occupavano il palazzo del Parlamento di Madison. E alla disillusione dei leader sindacali si è aggiunta la frustrazione di non ricevere dall’apparato del Partito democratico i fondi necessari per competere con i 45 milioni di dollari spesi da Walker per la campagna. Una pragmatica prudenza ha suggerito agli elettori del Wisconsin di confermare il rigore dei conti e lo spirito riformista di Walker, il governatore che mostra le crepe del modello sociale caro a Obama.